15 marzo la “marcia del sonno”, è valido sul posto di lavoro?
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15 marzo la “marcia del sonno”, è valido sul posto di lavoro?

15 marzo la “marcia del sonno”, è valido sul posto di lavoro?

In qualità di investigatore privato posso affermare di essere forse l’ultima persona che rispetta regolarmente le ore in cui si dovrebbe dormire per rigenerare il corpo. Infatti come potete immaginare, questo mestiere non ha orari, gli appostamenti possono avvenire di notte e di giorno, in qualsiasi luogo.
Ma il 15 marzo è una giornata veramente importante che aiuterà a riflettere sull’importanza rigenerativa del sonno, che molti spesso trascurano o vedono il dormire come “ore rubate alla vita”.

Cosa è la giornata del sonno?

Medici e numerose associazioni appartenenti al mondo del lavoro hanno indetto questa giornata per discutere l’importanza del sonno sulla salute di ogni individuo ed informare quanto possa incidere anche alla produttività lavorativa e personale.
Infatti chi non dorme regolarmente ha maggiori possibilità di combinare qualche guaio, essere più distratto e quindi meno produttivo.
Non solo, si è maggiormente esposti a problemi cardiovascolari, obesità e rischio di infarti

Ora sappiamo che dormire è importante ma, fidati di me, evita di farlo sul posto di lavoro

Tra le cause di licenziamento per giusta causa, compare anche il pisolino negli orari in cui si dovrebbero svolgere le attività lavorative. Secondo un sentenza della corte di cassazione, dormire sul posto di lavoro si viene meno ai doveri fondamentali del lavoratore inerenti il cosiddetto “minimo etico”.
Il datore di lavoro può scegliere se detrarre dalla busta paga o fare un’ammonizione disciplinare al lavoratore sorpreso a sonnecchiare.
Se sei un datore di lavoro, valuta bene il caso prima di prendere provvedimenti drastici, è un singolo episodio? Oppure il dipendente è veramente uno scansafatiche?
A volte il dialogo e comprendere quali sono i motivi per cui non è riuscito a tenere gli occhi aperti quel giorno (o notte), può essere utile per i rapporti futuri e creare una maggiore complicità e quindi produttività. Forse il dipendente sta passando un brutto periodo o forse sta approfittando della tua fiducia.
Se il caso è infatti episodico, il dipendente  può impugnare il licenziamento e restare al posto di lavoro.
Ma qualora fosse provato che il lavoratore confonda il posto di lavoro come un comodo soggiorno in cui dormire serenamente, sarà possibile licenziarlo in tronco poiché quest’ultimo viola i “principi di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto di lavoro”.
La nostra agenzia investigativa si occupa di conoscere anche il comportamento sospetto di alcuni dipendenti, a volte è utile per comprendere alcune dinamiche interne del quale potresti esserne all’oscuro.
Il 15 marzo è il world sleep day, forse questo giorno possiamo chiudere un occhio a chi li chiude entrambe.
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